Corso tecnico Kingspansolar-Thermomax del 9 Ottobre 2015

Si è svolto presso i locali della trattoria SalePepe di Soverato il Corso tecnico per installatori e operatori del settore, con la presenza dei sig.ri Vassena Giuseppe e Paravati Antonio. Si ringraziano tutti i partecipanti.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Pubblicato in news | Lascia un commento

LA CASA ECOLOGICA

Albenga-casa-ecologicaIn passato le abitazioni degli esseri umani erano legate all’ambiente in cui venivano costruite: fatte di materiali del loco, dipendevano da energia, nutrimento e acque locali mentre il riciclaggio dei rifiuti avveniva sul posto. La casa apparteneva dunque a un ‘ecosistema’ ben preciso ed essa stessa era un ecosistema armonioso.

Oggi questa casa verrebbe definita ‘casa ecologica’, un concetto che si va sempre più recuperando sia in città che nei piccoli centri, attraverso accorgimenti particolari che restituiscano l’antico ordine alle case degli uomini.

Oggi infatti le abitazioni moderne hanno notevoli dispendi di energia e inquinano l’ambiente. Aria e acqua vengono spesso contaminate, energia e materiali sprecati, con un danno notevole e conseguenze a lungo termine.

E’ possibile invece costruire una casa ecologica, dove gli esseri umani vivano in salute e serenamente, adottando misure ben precise: inserendo per esempio le costruzioni nel verde e piantando nuovi alberi; sfruttando il riparo offerto dagli edifici circostanti; orientando le abitazioni in modo che sfruttino al massimo l’energia solare; usando materiali adatti. A questi risultati siamo arrivati dopo anni di ricerca.

L’interesse per le tecnologie alternative ha infatti radici profonde, se si pensa che nel 1880 i macchinari da stampa de Le Journal Soleil erano azionati da un motore a vapore che sfruttava il calore solare e nel 1908 l’inventore americano Frank Schuman ideò un prototipo di collettore ‘a lastre piatte’, cioè l’antenato dei pannelli solari usati oggi.

Studi che proseguirono nel tempo: nel 1933 i fratelli Keck progettarono la Crystal House, con pareti di vetro e un tipo di muratura che assorbiva calore mentre, in Francia, Felix Trombe progettò e realizzò una parete solare di vetro e laterizio.

Uno slancio agli studi e alle sperimentazioni fu dato dalla crisi petrolifera del 1973 e molti innovatori raccolsero la sfida: Steve Baer costruì nel deserto del Nuovo Messico una casa a cupole con pareti interne costituite da bidoni riempiti d’acqua e lucernari a camera d’aria copribili con pannelli isolanti mentre venne progettata “Biosfera 11”, una casa che riproduce sette ‘biosistemi’ del pianeta (foresta tropicale e savana comprese), in una struttura sigillata di vetro sotto vuoto in Arizona.

Qui sistemi ecologici interni provvedono a riciclare l’aria, l’acqua e il nutrimento consentendo a 3.800 specie vegetali e animali e a 8 ricercatori di vivere normalmente, senza bisogno di contatti con l’esterno. Ma la vera casa ecologica sana non è solo quella che abbatte inquinamento e disfunzioni fuori delle mura domestiche, è anche la casa che elimina i ‘nemici interni’.

Oggi infatti le moderne abitazioni soffrono sempre più di una malattia che gli studiosi hanno definito ‘sindrome da edificio malato’, dove agenti chimici, materiali sintetici e campi magnetici ed elettrici non di rado influiscono sulla salute degli abitanti. Le case insomma sono diventate una sorta di ‘scatola chiusa’ perché spesso priva di contatti con l’esterno, dove le esalazioni delle plastiche, i pavimenti di cemento, le finestre e le porte a chiusura sigillata, i materiali isolanti, gli strati impermeabili di vernici e collanti sintetici avvolgono l’edificio impedendogli di respirare.

Così all’interno di esso si intrappolano spesso vapori e aria viziata in quantità così elevate da creare disturbi agli inquilini, mentre i materiali trattati sinteticamente divengono un problema ambientale.

Che fare allora? Ecco alcuni utili consigli per progettare la propria ‘casa ecologica’: orientare la casa perché sfrutti al meglio risorse energetiche come sole, vento e acqua; utilizzare prodotti ‘verdi’, cioè atossici, biodegradabili, facilmente riciclabili; progettare sistemi di controllo che regolino con intelligenza energia, riscaldamento, ventilazione, acqua e illuminazione; piantare intorno alberi e fiori locali; produrre compost per il giardino con i rifiuti organici e non utilizzare pesticidi; riciclare le ‘acque nere’; raccogliere l’acqua piovana; usare colori, tessuti e tinte che creino un ambiente colorato salutare; collocare la casa lontano dalle radiazioni elettromagnetiche (Em) dovute alla vicinanza di linee elettriche, a radiazioni del terreno e all’uso prolungato di elettrodomestici; ventilare; abbattere rumori esterni e interni; utilizzare il più possibile la luce solare per ridurre quella artificiale. Semplici accorgimenti che i nostri vecchi ben conoscevano e che aspettano solo di essere riscoperti…

Pubblicato in casa ecologica | Lascia un commento

I pannelli solari: cosa sono e quali sono le loro tipologie

DSCF1572I pannelli solari vengono utilizzati per produrre acqua calda con una temperatura che puo’ raggiungere fino i 70°. L’acqua prodotta viene immagazzinata in un apposito serbatoio che permette di utilizzarla per i piu’ svariati motivi.Le parti che compongono il sistema di riscaldamento sono essenzialmente tre:

Il Pannello solare: trasferisce il calore dalla luce solare all’acqua
Il serbatoio: il contenitore dell’acqua
Una pompa: utilizzata per la circolazione dell’acqua.
Il pannello é formato da una lastra (in rame, in acciaio) all’interno della quale è installato un sistema di tubatura per il ricircolo dell’acqua che viene riscaldata dal calore prodotto dalla luce solare. Spesso nell’acqua viene aggiunta una sostanza antigelo atossica per evitare il congelamento nelle stagioni piu’ fredde.

Sopra la lastra del pannello viene istallata una superficie di vetro, meglio se si tratta di vetro temperato con basso contenuto di piombo, per permettere l’effetto serra: i raggi solari entrano nel sistema e sono trattenuti per aumentare l’effetto di riscaldamento.
Tutto l’impianto viene poi racchiuso in uno chassis.

Nel serbatoio avviene il vero e proprio scambio di calore, infatti l’acqua riscaldata dal pannello entra in contatto con quella contenuta nel serbatoio e, attraverso uno scambiatore di calore, cede la prorpia energia riscaldando l’acqua da utilizzare per scopi sanitari.Nel serbatoio si possono quindi trovare due circuiti idraulici separati: quello per scopi sanitari e quello che apporta il calore che arriva direttamente dal pannello solare. Per riscaldare un serbatoio di circa 80 litri è necessaria circa mezza giornata, su tale media influisce pero’ il posizionamento geografico del sistema (paesi piu’ o meno freddi).

Anche quando il cielo è coperto si puo’, in modo minore, produrre acqua calda poichè è la radiazione solare che produce il calore e tale radiazione è comunque sempre presente, anche nelle giornate meno soleggiate.
Tale discorso non è valido chiaramente in giornate temporalesche e con cielo totalmente coperto, per questo motivo tali sistemi di riscaldamento sono spesso integrati a quelli piu’ tradizionali permettendo un grande risparmio energetico.

TIPOLOGIE DI PANNELLI SOLARI:Pannelli a superficie selettiva
L’assorbitore di calore, di colore nero, è stato trattato con un prodotto selettivo all’infrarosso, che trattiene il calore del sole e riduce la riflessione. Buon rendimento anche durante i mesi invernali.Pannelli non selettivi
La superficie dell’assorbitore di calore è verniciata in nero ma non trattata, il rendimento è inferiore di circa il 10% a quello dei pannelli trattati.

Pannelli con serbatoio integrato
L’assorbitore di calore ed il serbatoio di accumulo sono un tutt’uno e l’energia solare giunge direttamente a scaldare l’acqua accumulata.

Pannelli solari vetrati con aria calda
Circola aria anziché acqua. L’aria viene fatta circolare tra vetro e assorbitore o, in alcuni casi, in una intercapedine ricavata tra l’assorbitore ed il fondo di poliuretano isolante.
Particolarmente adatto per il riscaldamento degli edifici o per essiccare prodotti alimentari.

Pannelli sottovuoto
Si presentano come tubi di vetro contenenti un elemento assorbitore di calore, al cui interno la pressione dell’aria è ridottissima così da impedire la cessione del calore da parte dell’assorbitore. L’aria tra assorbitore e vetro viene aspirata. I pannelli solari sottovuoto hanno un ottimo rendimento.

Pannelli scoperti
Sono privi di vetro e l’acqua passa direttamente all’interno dei tubi del pannello dove viene riscaldata dai raggi solari ed è pronta per essere usata

Pubblicato in pannelli solari | Lascia un commento

I pannelli solari sottovuoto

figura05La tecnologia dei pannelli solari sottovuoto è più sofisticata di quelli vetrati.
Ovviamente sono molto più costosi, ma sono in grado di fornire prestazioni assai elevate.
I pannelli sottovuoto, oltre ad essere costruiti con tutti gli accorgimenti tecnici atti a trattenere il calore, descritti per i pannelli a superficie selettiva, sono, appunto sottovuoto.
Essi si presentano come tubi di vetro, contenenti all’interno un pannelli con l’assorbitore di calore ed il serbatoio di accumulo si confondono in un unico oggetto e l’energia solare giunge direttamente a scaldare l’acqua accumulata. Per effetto del principio che l’acqua calda tende a salire e quella fredda a scendere, si viene a creare all’interno del serbatoio un moto cosiddetto convettivo che distribuisce il calore captato a tutta la massa d’acqua.
Questi comodi e compatti elettrodomestici solari, formati da un unico blocco, sono di facile trasportabilità
e di altrettanto facile installazione ed hanno un costo relativamente basso.
Alcuni di essi non sono idonei all’utilizzo nelle località ove l’inverno è lungo e rigido perché il loro rendimento in quel periodo è scarso e perché l’acqua contenuta nel serbatoio potrebbe congelarsi e rovinare il pannello.
Sono comunque disponibili sul mercato anche sistemi compatti adatti per ogni condizionefigura04 climatica.
L’ elemento assorbitore di calore, al cui interno la pressione dell’aria è ridottissima, così da impedire la cessione del calore da parte dell’assorbitore. A questo scopo, in fase di assemblaggio, l’aria tra assorbitore
e vetro di copertura viene aspirata e l’involucro deve assicurare una tenuta perfetta e che rimanga tale nel tempo.
I pannelli solari sottovuoto hanno un ottimo rendimento in tutti i mesi dell’anno e sono particolarmente adatti ad essere installati negli edifici residenziali ubicati nelle zone ad insolazione medio-bassa, anche in condizioni climatiche rigide (aree del Nord Italia, zone montane e di alta collina, ecc.).

Pubblicato in news | Lascia un commento